E’ stata presentata al Parlamento il 6 luglio scorso la Relazione annuale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò (nella foto). Nella sua presentazione, Calabrò sottolinea che le telecomunicazioni in Italia rappresentano circa il 3% del prodotto interno lordo e “continua l’espansione dei volumi anche se i ricavi totali del settore, pari a quasi 44 miliardi di euro, sono diminuiti del 3,3% rispetto al 2008”.
Il 2010 è stato l’anno del digitale terrestre, con il progressivo abbandono delle trasmissioni televisive in analogico, che sarà completato entro il 2012. “Già oggi – prosegue la presentazione - l’ascolto della Tv digitale su tutte le piattaforme (terrestre, satellite, IPTV) ha superato, con il 51,2%, l’ascolto della Tv analogica. Il numero delle famiglie dotate di almeno un ricevitore digitale terrestre è salito a gennaio di quest’anno a oltre 15 milioni, mentre una quota consistente dei nuovi decoder viene acquistata per adeguare al digitale anche i secondi e terzi televisori di casa. I ricavi del comparto televisivo si mantengono consistenti, segnando un incremento dell’1,7% rispetto al 2008”. Per quanto riguarda le frequenze radio, Calabrò osserva che l’Agcom sta portando avanti una politica di liberalizzazione delle frequenze e di sviluppo della radio digitale. Infine, alcune considerazioni sulle nuove tecnologie e alle trasformazioni che esse impongono ai media rendendo necessaria una riconsiderazione a livello giuridico delle nuove forme di televisione (ad es., catch-up e over the top TV). L’Italia, nel settore delle telecomunicazioni, deve ancora recuperare un gap tecnologico nei confronti degli altri Stati europei e sarebbe auspicabile un piano di interventi a livello nazionale per creare le infrastrutture necessarie al salto di qualità che il nostro Paese deve compiere.
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